Pubblicazioni del 04/19/15 (Archivio)

Storie impossibili...spalancare le porte all'immigrazione ucraina in Italia (FOTO) / Il ministro dell'Interno Angelino Alfano e il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova incontrano l'irricevibile ministro dell'Interno ucraino Arsen Avakov
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Storie impossibili...spalancare le porte all'immigrazione ucraina in Italia (FOTO) Il ministro dell'Interno Angelino Alfano e il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova incontrano l'irricevibile ministro dell'Interno ucraino Arsen Avakov

Per l'ennesima volta la visita (non è chiaro se ufficiale o privata) del ministro dell'Interno ucraino Arsen Avakov è stata accompagnata da una scia di scandali.

L'ex detenuto nelle galere del Belpaese è una vecchia conoscenza dell'Italia. Nel 2012 venne arrestato a Frosinone per un mandato di cattura dell'Interpol fortemente voluto dall'Ucraina e rimase due settimane in carcere. L'accusa era di abuso d'ufficio e appropriazione indebita per dei maneggi su alcuni terreni quando era governatore di Harkiv (in russo Kharkov) nell'est del Paese.

New Day: Storie impossibili...spalancare le porte allimmigrazione ucraina in Italia (FOTO)

Il ministro dell'Interno italiano Angelino Alfano incontra il suo collega ucraino Arsen Avakov

Forse proprio per questo il ministro dell'Interno Angelino Alfano di fronte alle telecamere ha sfoggiato un largo e sincero sorriso al momento dell'incontro con il suo «collega». Si capisce: l'incontro tra guardie e ladri, sopratutto questi ultimi acciuffati e schiaffati dentro, è sempre un momento molto emozionante. Soprattutto tenendo che il signor Avakov ne ha fatta di strada e da trasgressore della legge è diventato il principale tutore delle leggi del paese. Fino ad adesso in Ucraina sono avvenute metamorfosi solo di carattere opposto, ossia dalla poltrona ministeriale alla pancaccia del carcere (NDNews.ru).

Anche il signor Benedetto Della Vedova è una vecchia conoscenza dell'ex detenuto a Frosinone: l'attuale sottosegretario agli Esteri al tempo della reclusione si era opposto in tutti i modi all'estradizione del carcerato Avakov in patria.

New Day: Storie impossibili...spalancare le porte allimmigrazione ucraina in Italia (FOTO)

Il Ministro dell'Interno ucraino Arsen Avakov con il sottosegretario agli Esteri italiano Benedetto della Vedova

Grazie ai suoi buoni servizi, l'ex recluso è stato prontamente scarcerato, rimandato in patria in fretta e furia dove poi è stato nominato nientemeno che ministro dell'Interno.

Probabilmente grazie anche l'esperienza di prima mano, sulla propria pelle, acquisita nelle prigioni straniere, i.e. quelle italiane.

Avesse il sottosegretario Della Vedova mostrato lo stesso zelo nelle trattative con l'India, i due marò sarebbero già stati scarcerati e tornati liberi, e prosciolti da ogni infondata accusa, in Patria! Strano però che l'impegno di Della Vedova si era orientato verso un soggetto extracomunitario arrestato e rinchiuso in una prigione italiana su mandato di cattura internazionale emesso da Interpol.

Evidentemente i propri concittadini, ingiustamente arrestati e detenuti in uno stato estero, non stanno a cuore di Della Vedova. E' palese: l'occhio non vede, cuore non duole...I marò sono troppo lontani, mentre il futuro ministro ucraino stava quà, sotto al naso, nel frusinate...

In seguito a un «cordiale incontro tra i vecchi amici» Avakov ha ripagato l'impegno a suo favore da parte di certi suoi protettori politici. In un'intervista concessa a la Repubblica durante la sua visita in Italia il signor Avakov ha sparato a zero, sentenziando senza mezzi termini»... potrei caratterizzare alcuni membri del parlamento italiano come fascisti». Intendeva forse proprio il senatore Benedetto Della Vedova, vista la sua passata vicinanza all'ex presidente della Camera Gianfranco Fini, ex leader del partito Alleanza Nazionale, erede del partito dei nostalgici del fascismo MSI?

Non è la prima volta che il signor Avakov diffama e denigra i parlamentari italiani.

Lo scorso maggio il ministro dell'Interno ucraino ha bollato «impostore» il deputato Lucio Malan, da 20 anni in Parlamento, che ricopre anche la carica importante, prestigiosa e onorevole di questore del Senato della Repubblica Italiana (NDNews.ru).

Nel comunicato stampa diramato dal Viminale si parla delle «prospettive di cooperazione tra i due ministeri dell'Interno con particolare riferimento alla struttura amministrativa e territoriale del nostro Paese».

Sarà...Il comunicato pubblicato sul sito ufficiale del ministero dell'Interno ucraino parla però dice però ben altre cose «liberalizzazione del regime dei visti» con la prospettiva «dell'abolizione dei visti» per l'ingresso dei cittadini ucraini nell'UE. Visto che la più grande comunità degli espatriati ucraini (224 mila residenti regolari, senza contare i clandestini) si trova in Italia, è logico che sarà proprio il nostro paese la meta preferita dell'ondata, per non dire esodo, dei disperati ucraini che entreranno in Italia dal versante Nord-Est, con la conseguente «stabilizzazione» nel Veneto, Lombardia e Piemonte.

E' curioso notare che Avakov si rivolge a Della Vedova, il quale, secondo la definizione del sito ufficiale del Ministero dell'Interno ucraino, «cura direttamente nel Ministero degli Esteri italiano le questioni ucraine», chiedendogli di metterci una buona parola «durante il dibattito riguardante l'abolizione dei visti per i cittadini dell'Ucraina e la presa della decisione in merito, di tener contro del progresso raggiunto dalla parte ucraina in questo campo» (!!!).

Il «progresso raggiunto» l'ha reso pubblico il canale televisivo ucraino filogovernativo 112.ua diffondendo, proprio durante la visita di Avakov a Roma, i dati allucinanti: il 90% della popolazione ucraina abile al lavoro chiede al governo i sussidi per poter sbarcare il lunario.

I siti degli immigrati russofoni in Italia pullulano degli annunci postati dai disperati ucraini: cerco qualsiasi lavoro, cerco lavoro con vitto e alloggio e, per lo stipendio, se mi danno qualcosa...è già tanto di guadagnato...

E' possibile che Alfano e Della Vedova non si rendano conto di quello che stanno facendo? Attirando con false promesse centinaia di migliaia, se non milioni, di ucraini, in Italia?

Angelino Alfano, in combutta con Della Vedova, non essendo stati capaci di arginare l'immigrazione clandestina dal Nord Africa e dal Medio Oriente, intendono aprire un altro fronte al Nord-Est. Creando altre tensioni sociali e un'altra polveriera.

Nel frattempo gli altri stati-membri dell'UE sono sempre più spesso meno propensi ad accogliere cittadini ucraini, rifiutando loro i visti d'ingresso. Difatti dopo la vittoria di Maidan (e l'ascesa al potere del signor Avakov) nei 16 dei 22 Paesi area Schengen i rifiuti dei visti agli ucraini sono aumentai, superando un terzo delle domande presentate per il rilascio dei visti.

In Finlandia il numero dei visti negati agli ucraini è aumentato di ben 3,3 volte (!!!).

Il ministro dell'Interno ucraino ha dato in escandescenze, in un'intervista concessa a la Repubblica definendo la Russia «cane impazzito»...Sulla sua pagina Facebook

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Avakov è andato oltre, non solo ripetutamente chiamando la Russia «il cane rabbioso putiniano», ma anche «chiedendo scusa agli amici a quattro zampe per un paragone così poco lusinghiero per loro».

Ne sa qualcosa Avakov di cani, degli amici a quattro zampe...75 dei quali sono stati arsi vivi nei pressi di Kiev con indifferenza assoluta del suo stesso ministero e dell'inazione colposa della polizia ucraina da lui stesso comandata.

L'italiano Andrea Cisternino e sua moglie, ucraina Vlada Shalutko, hanno organizzato un ospizio per cani randagi e vittime dei feroci doghunter (torturatori dei cani). Hanno ricevuto numerose minacce di morte e per più di una volta hanno sporto denunce alla polizia che fa capo appunto al signor ministro Avakov. Non si è fatto nulla, la polizia non ha mosso un dito finché qualche giorno fa il canile-ospizio non è stato bruciato dagli sconosciuti che hanno appiccato un incendio doloso.

Il bilancio è tragico: 75 cani arsi vivi, il gestore italiano e la moglie intossicati dal fumo.

Il signor Avakov, dopo l'uccisione di due famosi giornalisti ucraini in soli 4 giorni, ha detto che non prende lezioni dal presidente russo Vladimir Putin di come svolgere le indagini.

Come le svolgono i suoi subordinati si sa fin troppo bene. L'unico esito delle indagini filtrate sulla stampa per l'incendio doloso appiccato alla Casa dei Sindacati a Odessa il 2 maggio scorso, nella quale sono morte oltre 50 persone, è che ...«hanno appiccato il fuoco loro stesse e si sono arse da sole»...

Ciò fa ricordare un personaggio di Gogol', tratto dall'opera teatrale satirica L'ispettore generale, la vedova di un sottufficiale, fatta frustare dal sindaco, il quale, per discolparsi, ha detto che la donna...«si è frustata da sola».

Allo stesso modo procedono le indagini per l'uccisione del fotoreporter italiano Andrea Rocchelli in Ucraina il 24 maggio scorso.

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Passaporto Andrea Rocchelli

Si sa che a sparare siano state le Forze Armate ucraine, ma non ci sono i colpevoli. Dopo un anno di indagini nessun imputato nè formalmente incriminato.

Secondo le rivelazioni di Avakov sulla sua pagina Facebook, i suoi interlocutori «italiani hanno preso molto bene la Verità e al mio paragone dell'attuale regime putiniano al cane rabbioso – nessuno ha obiettato...».

Visto che gli interlocutori ufficiali di Avakov erano il ministro dell'Interno Angelino Alfano e il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova noi ci prendiamo la briga di chiedere loro di dare il rendiconto: è vero quello che dice il ministro ucraino o è una bugia? è questa la posizione ufficiale dell'Italia nei confronti della Russia e nella guerra civile in corso in Ucraina?

Riteniamo, rivolgendoci a tutte le forze e i partiti politici italiani, che sia urgente e indispensabile chiedere l'audizione parlamentare sui temi dei rapporti con la Russia e con l'Ucraina.

Consideriamo altresì indispensabile presentare la sfiducia nei confronti del ministro dell'Interno Angelino Alfano e sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, chiedendo le dimissioni di ambedue dagli incarichi istituzionali per l'incompatibilità.

Roma, Vsevolod Gnetii

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