Pubblicazioni del 09/10/15 (Archivio)

Mass media russi: la Procura italiana indaga sui redditi di Fabio Capello percepiti in Russia
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Mass media russi: la Procura italiana indaga sui redditi di Fabio Capello percepiti in Russia

Alcuni autorevoli mass media russi affermano che la Procura italiana starebbe indagando sull'ammontare dei redditi percepiti dall'ex CT della Nazionale di calcio russa Fabio Capello.

In particolare, si tratterebbe di una verifica riguardante la legittimità dello scioglimento del contratto con la Nazionale di calcio russa e di un'ipotesi di esistenza di un altro contratto parallelo «al nero» con Fabio Capello, per la prima volta annunciato dall'allora (ormai ex) presidente dell'Unione calcistica russa (RFS) Nikolaj Tolstyh.

Il portale russo LifeNews.ru cita come fonte l'ex candidato alla presidenza dell'Unione calcistica russa (RFS) Alisher Aminov. Quest'ultimo avrebbe confermato la convocazione alla Procura italiana di Fabio Capello. Sempre secondo Aminov gli inquirenti italiani starebbero indagando su una società con sede in uno dei «paradisi fiscali», la quale potrebbe aver effettuato trasferimenti di denaro sui conti personali riconducibili a Fabio Capello.

Prima delle sue dimissioni, Nikolaj Tolstyh ha affermato che probabilmente Capello potrebbe avere avuto un secondo contratto in Russia in base al quale avrebbe percepito 10 milioni di euro in più. All'epoca dell'annuncio lo stesso Tolstyh, a nome dell'Unione calcistica russa (RFS) ha chiesto ufficialmente a Fabio Capello di confermare o smentire l'esistenza di un secondo contratto occulto, senza però ricevere alcuna risposta in merito.

Secondo alcune notizie non confermate ufficialmente, Fabio Capello avrebbe avuto legami con la società britannica Chestersen Ltd e una società monegasca Faro Management Ltd rappresentata dal cittadino italiano Stefano Siglia.

Un altro punto oscuro è l'ammontare della penale versata a favore di Fabio Capello dai russi dopo lo scioglimento anticipato del contratto.

Il ministro dello sport russo Vitalij Mutko ha dichiarato che la cifra della penale è un segreto d'ufficio, pur precisando che la cifra poteva oscillare tra i 6 e i 30 milioni di euro.

Roma, Vsevolod Gnetii

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