Pubblicazioni del 06/05/15 (Archivio)

Sindaco di Kiev ha accusato i gay ucraini di essere agenti del Cremlino / Lo Stato Maggiore ucraino è pronto a consegnare loro cartellini di chiamata alla leva e mandarli a combattere nel Donbass
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Sindaco di Kiev ha accusato i gay ucraini di essere agenti del Cremlino Lo Stato Maggiore ucraino è pronto a consegnare loro cartellini di chiamata alla leva e mandarli a combattere nel Donbass

Le autorità ucraine hanno aperto un nuovo fronte, questa volta contro la comunità gay (LGBT – lesbiche, gay, bisessuali, transessuali).

Alla vigilia dello svolgimento del gay-pride locale, «La marcia per l'uguaglianza», fissato per il 6 giugno, il sindaco di Kiev, Vitaly Klitchko, ha lanciato un appello alla comunità gay, pubblicato sul sito ufficiale dell'ufficio del sindaco, chiedendo di astenersi dallo svolgimento del gay pride nella capitale ucraina.

New Day: Sindaco di Kiev ha accusato I gay ucraini di essere agenti del Cremlino

Vitaly Klitchko, il primo cittadino di Kiev

Il primo cittadino nella sua missiva afferma che «i gay pride già ai tempi di pace suscitavano molte polemiche, svolgendosi con risse e contrapposizione»…

Probabilmente il sindaco ha scambiato Maidan 2013-14 con gay pride.

Ora, invece, secondo Vitaly Klitchko, "…nel Sud-Est dell'Ucraina continua la guerra ed è inopportuno far svolgere le manifestazioni, la cui percezione all'interno della società non è univoca, e comunque, eventi del genere ora sono inopportuni».

Poi segue l'appello alla comunità gay del sindaco «mi appello a ognuno di voi di non prestarsi al gioco del nemico, di non seminare le discordie e di non creare un ennesimo focolaio di contrapposizione nel centro della capitale».

Difatti il primo cittadino di Kiev ha equiparato la comunità gay ucraina, e non solo, a una specie di «quinta colonna» al soldo del Cremlino.

Questa però era soltanto una carota…

Dopo la quale sono seguite le bastonate.

Lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha preso una posizione univoca (lungi dall'essere controversa, usando il termine di Klitchko) al riguardo dell'evento. Vladislav Seleznev, il portavoce delle alte gerarchie militari, si è pronunciato ufficialmente, affermando che «i distretti militari sono pronti a inviare le ronde per consegnare agli attivisti LGBT sul posto (gay pride «La marcia per l'uguaglianza», centro di Kiev) i cartellini di chiamata alla leva»…

New Day: Sindaco di Kiev ha accusato I gay ucraini di essere agenti del Cremlino

Lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine

La mossa non è poi tanto chiara: difatti non si capisce se i vertici militari ucraini considerano proprio i gay combattenti più valorosi (a differenza delle truppe regolari e i volontari nazionalisti, finiti in due sacche – prima a Ilovajsk poi a Debaltsevo) capaci di sconfiggere militarmente «i separatisti», usando la terminologia di Kiev; o che i comandi militari ucraini vogliono usare i poveri gay semplicemente come carne da macello nella guerra fratricida.

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Militari ucraini, prigionieri di guerra dei miliziani indipendentisti nel Donbass

Ancora più tragicomica sembra l'uscita di Dmitro Yarosh, leader della formazione paramilitare nazionalista «Pravyj Sektor» (Settore destro), uno dei fautori e principale forza d'assalto su Maidan.

New Day: Sindaco di Kiev ha accusato I gay ucraini di essere agenti del Cremlino

Dmitro Yarosh, leader della formazione nazionalista estremista politico-militare ucraina «Pravyj Sektor»

Quest'ultimo sulla sua pagina ufficiale di Facebook ha accusato la comunità gay di …«aggressività e intolleranza a qualsiasi forma di dissenso»… (!)

Il nazionalista ucraino Yarosh ha inoltre accusato l'Occidente di «esercitare serie pressioni sul potere attualmente a Kiev per costringerlo a interodurre (da noi) l'ideologia di LGBT».

Pur fustigando l'Occidente e l'Unione Europea, il leader della formazione paramilitare nazionalista «Pravyj Sektor» (Settore destro), Dmitro Yarosh trae una conclusione davvero paradossale: «La guerra contro la Russia ha dimostrato che che noi dobbiamo cercare alleanze con i nostri vicini nell'Europa Orientale – Polonia, Romania e gli Stati Baltici»…(Sic!).

Dmitro Yarosh ha minacciato che i suoi tagliagole, «i rappresentanti del movimento politico-militare «Pravyj Sektor» "…«farebbero di tutto per intralciare la realizzazione dei piani degli odiatori della famiglia, della moralità e dei concetti comuni di un essere umano».

I suoi subordinati si sono spinti oltre, affermando di voler inviare le truppe dei volontari paramilitari per bloccare la sfilata di gay pride.

Ciò che sorprende nella posizione di Dmitro Yarosh è che sia disposto a massacrare i propri concittadini, i gay ucraini, per poi allearsi…con i gay dei paesi baltici.

New Day: Sindaco di Kiev ha accusato I gay ucraini di essere agenti del Cremlino

Il ministro degli esteri lettone Edgar_Rinkevic

Il ministro degli Esteri della Lettonia, Edgar Rinkevic, il primo statista dell'area post-sovietica, ha fatto il coming out, dichiarandosi pubblicamente gay.

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Il ministro degli Esteri della Lettonia è fiero di essere gay

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Presidente dell'Estonia Toomas Hendrik Ilves

Ed è stato lodato pubblicamente dal presidente della vicina Estonia, Toomas Hendrik Ilves: "È una persona molto coraggiosa ed un ottimo ministro degli Esteri».

Il premier Arsinij Yatseniuk mantiene il silenzio.

Il presidente Poroshenko, invece, ha dichiarato: «Il mio atteggiamento verso tutto questo (gay pride) è quello di un cristiano e di un europeo. Ritengo questi concetti assolutamente unificati. (...) Non vedo alcun motivo per ostacolare la sfilata perché questo è un diritto costituzionale di ciascun cittadino ucraino».

Il capo dello stato ucraino non intende partecipare a gay pride.

Roma-Kiev, Vsevolod Gnetii

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