Pubblicazioni del 10/28/16 (Archivio)

La banca della Chiesa ortodossa russa rischia il fallimento / «Peresvet» è tra le 50 più grandi istituti di credito della Russia
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La banca della Chiesa ortodossa russa rischia il fallimento «Peresvet» è tra le 50 più grandi istituti di credito della Russia

La Banca centrale della Russia ha nominato un'amministrazione ad interim per la banca «Peresvet», il cui socio di maggioranza è la Chiesa ortodossa russa. Le aziende energetiche statali russe tenevano sui conti della banca più di 235 milioni di euro.

La settimana scorsa la banca «Peresvet» ha limitato il prelievo dai depositi da parte dei privati a 1.500 euro. Nella struttura finanziaria hanno peraltro dichiarato che non ci sono problemi di liquidità e promesso di togliere la restrizione il più presto possibile. Allo stesso tempo gli azionisti dell'istituto di credito hanno pubblicato una dichiarazione comune nella quale si dicono pronti a sostenere «Peresvet».

In precedenza il canale televisivo «Dožd'" (Pioggia), facendo riferimento ad altre fonti, aveva comunicato che il presidente del consiglio di amministrazione di «Peresvet» Aleksandr Švec era sparito. Si era sottolineato che la banca aveva già messo al corrente la Banca centrale russa del fatto che le funzioni di direttore ad interim fossero state conferite al vicepresidente Pavel Panasenko. Successivamente la banca della Chiesa ortodossa russa ha smentito le informazioni sulla fantomatica scomparsa del suo top manager. L'ufficio stampa dell'ente ha comunicato che Švec sta effettuando un ciclo di cure a Mosca e per questo temporaneamente non può svolgere le funzioni di presidente del consiglio di amministrazione della banca. Švec è a capo di «Peresvet»dal 2008 e ne detiene il 12,8% delle azioni.

Si noti che il socio di maggioranza della struttura finanziaria, con una quota del 49,7%, è l'economato della Chiesa ortodossa russa. Tramite la banca la Chiesa ortodossa russa si occupa di venture capital, investendo i soldi in progetti innovativi attraverso la compagnia «Sberinvest». Il 1° settembre 2016 la «Peresvet» occupava il 44° posto in Russia per entità del patrimonio netto.

Dopo la notizia della malattia del presidente della banca l'agenzia statistica Fitch ha rivisto gli indicatori di «Peresvet» con una previsione al ribasso. In seguito Standard & Poor's Global Ratings ha abbassato il ranking creditizio a lungo termine per le obbligazioni espresse in valuta nazionale ed estera della banca.

Da quanto si è venuto a sapere, nei conti della «Peresvet» tenevano i soldi le aziende energetiche statali russe. La somma totale dei loro attivi è stimata in 235 milioni di euro. Da notare che i depositi delle persone fisiche nella banca non erano assicurati. Un ex dipendente della banca ha raccontato che la «Peresvet» aveva dei correntisti importanti, in particolare a tenere cospicui risparmi nella banca erano i top manager delle sue compagnie clienti che a loro volta avevano depositi nella banca. A quanto racconta, nella banca per lo più depositavano soldi «tutti i loro» e di clienti e compagnie esterne quasi non ce n'erano.

In relazione a questo la Banca centrale della Russia ha proposto ai creditori di salvare la banca in crisi della Chiesa ortodossa russa. La Banca centrale della Russia è disposta a sostenere «Peresvet» con un contributo di 150-300 milioni di euro. La differenza la dovranno estinguere i creditori, convertendo le risorse finanziarie in azioni della banca. Questo meccanismo, che in Russia in precedenza era stato utilizzato soltanto due volte, si chiama «bail in» (salvataggio interno). Nel caso che le parti non riescano ad accordarsi, la banca rischia la revoca della licenza.

Mosca, Zoja Oskolkova

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