Pubblicazioni del 06/22/15 (Archivio)

Forte Village: un'ipotesi di sequestro?! / Con i venti che tirano nell'UE i beni degli oligarchi russi corrono grossi rischi
Il miliardario russo Musa Bazhaev
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Forte Village: un'ipotesi di sequestro?! Con i venti che tirano nell'UE i beni degli oligarchi russi corrono grossi rischi

La notizia dell'acquisto del Forte Village, il grande resort del turismo di lusso in Sardegna, da parte degli oligarchi russi fratelli Bazhaev, ha fatto il giro dei mass media mondiali.

Secondo le indiscrezioni della stampa italiana, i titolari del gruppo Alliance avrebbero sborsato 180 milioni di euro, diventando proprietari di un gioiello del turismo di un'elevata caratura, il super resort di Santa Margherita di Pula, con le sue 770 camere, 33 suite, centro benessere, stupendi giardini, centri benessere, campi sportivi, spiagge, e un fatturato intorno ai 70 milioni di euro. C'è da aggiungere che il complesso impiega in piena stagione circa 1.000 persone in servizio.

La rivista cattolica italiana Famiglia Cristiana solleva la domanda circa la natura e il significato politico di questo mega-investimento in Italia dei Bazhaev, proprio in un periodo di sanzioni economiche decise dall'Unione Europea e dagli Usa contro la Russia per la guerra in Ucraina.

Da un lato, il settimanale religioso italiano suppone che gli oligarchi russi, a quanto pare, si sentano abbastanza sicuri di sè e della situazione generale per continuare a operare a questi livelli.

C'è però un altro lato della medaglia, ossia i precedenti che non fanno dormire i sonni tranquilli molti imprenditori di grosso calibro russi. Basta pensare al caso di Arkadij Rotenberg, cui in Italia sono stati sequestrati i beni simili (albergo 4 stelle Berg Luxury Hotel a Roma, una tenuta a Tarquinia nel Lazio, e ben 3 ville in Sardegna, una a Villasimius e 2 a Porto-Cervo), tutto per il valore di una "modica» cifra di 30 milioni di euro, ben lontana dai 180 milioni di euro dei Bazhaev.

E' vero che Arkadij Rotenberg è stato colpito dal sequestro per la sua vicinanza al presidente Vladimir Putin, di cui è amico personale di vecchia data, e per questo è stato ufficialmente inserito nella lista delle personalità russe, persone fisiche, soggette alle sanzioni.

I fratelli Bazhaev, invece, per ora non sono colpiti dall'applicazione delle sanzioni personali. Tuttavia ci sono da far notare tre cose: prima, le sanzioni contro le personalità russe sono in continuo allargamento e nessuno è immune dall'inserimento nella lista sanzionatoria stilata dagli USA e dall'UE; seconda, i mass media russi, in particolare l'autorevole canale televisivo REN-TV parlano della vicinanza al primo vice-ministro russo Arkady Dvorkovich e già questo fatto un domani potrebbe essere sfruttato dai falchi occidentali per colpire il suo entourage, la cerchia stretta delle personalità attorno a lui; terza, sempre secondo le affermazioni di REN-TV, i fratelli Bazhaev avrebbero chiesto al governo un credito pubblico per l'ammontare di 220 miliardi di rubli (circa 3,5 miliardi di euro) per lo sviluppo e lo sfruttamento dei giacimenti di nickel a Norilsk. Quest'ultima mossa potrebbe essere sfruttata dai falchi occidentali per dimostrare i legami dei Bazhaev con il governo russo allo scopo di applicare agli oligarchi russi le sanzioni personali con tutte le conseguenze inerenti al caso, con l'ipotesi del sequestro preventivo dei beni immobili riconducibili a loro in Italia...

Qualora quest'ultima ipotesi dovesse avverarsi le conseguenze per i proprietari di mega-resort turistico, ma anche per il personale in servizio composto di 1,000 (mille) dipendenti sarebbero davvero drammatiche.

Il sequestro dei beni in Italia è fulmineo, mentre per il dissequestro ci vuole tempo...

Fa impressione solo a pensare a un'ipotetica chiusura di una mega-struttura turistica in piena stagione con il personale lasciato a spasso...

Mosca-Roma-Cagliari, Sergej Komarov

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