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Cronaca nera

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Pubblicazioni del 11/02/15 (Archivio)

Un bambino per un mese coabitava con lo zio defunto credendolo addormentato / La madre del bambino parlava in continuazione con il cadavere
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Un bambino per un mese coabitava con lo zio defunto credendolo addormentato La madre del bambino parlava in continuazione con il cadavere

Una storia scioccante è accaduta a Ekaterinburgo. Per un mese intero un bambino di 11 anni di nome Vitalik è stato costretto a vivere in un appartamento con il cadavere in avanzato stato di decomposizione dello zio. La mamma di Vitaly, Olga, in un evidente stato dell'offuscamento della ragione, sosteneva che suo fratello Pavel stesse dormendo e non smetteva di parlare con lui.

I vicini di casa hanno chiamato la polizia, quando il fetore nell'androne è diventato insopportabile. Dalla porta chiusa dell'appartamento si sentiva di continuo l'abbaiare del cane. Olga non voleva ammettere gli agenti di polizia nell'appartamento, e quando finalmente sono riusciti a entrare, hanno trovato il cadavere dell'uomo morto un mese fa, a causa di una cancrena a un braccio, amputato poco prima.

Tuttavia, la donna non ha parlato con nessuno dell'accaduto. Inoltre, per non far sentire freddo al fratello la donna ha accesso un calorifero accanto al defunto. In tali condizioni il bambino ha vissuto per un mese.

Come hanno scoperto i poliziotti, la madre di Vitalik dopo il divorzio viveva con il figlio in un appartamento condiviso con il fratello, lo zio del ragazzo, che gli ha sostituito il padre. Nella scuola hanno detto che dal comportamento del ragazzo non si poteva indovinare nulla: studiava molto bene, era ben vestito e curato. Sua madre era sempre presente alle riunioni dei genitori ed era molto fiera dei successi di suo figlio.

Quando è venuta fuori la verità, Olga è stata subito portata in una clinica psichiatrica, e il bambino in ospedale. Sarà esaminato da uno psichiatra e, inoltre, la sua salute potrebbe essere stata intaccata dalla lunga presenza di un corpo in decomposizione vicino a lui.

Ekaterinburgo, Zoja Oskolkova

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