Pubblicazioni del 04/21/15 (Archivio)

In Ucraina acciuffato necrofilo seriale: tagliava le teste alle donne e violentava i cadaveri decapitati (FOTO, VIDEO) / Originario dell'Asia Centrale ha seguito le orme del mostro Chikatilo-Evilenko
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In Ucraina acciuffato necrofilo seriale: tagliava le teste alle donne e violentava i cadaveri decapitati (FOTO, VIDEO) Originario dell'Asia Centrale ha seguito le orme del mostro Chikatilo-Evilenko

La polizia di Kiev ha arrestato un mostro che si era macchiato di crimini orrendi ed efferati commessi sul territorio di tre stati. Il 41-enne uomo è accusato di atroce omicidio di 10 donne. E' già stato accertato che il necrofilo ha compiuto atto sessuale con una delle sue vittime già decapitata. Secondo gli inquirenti, le vittime, tutte donne, uccise dal serial killer, potrebbero essere molti di più.

Secondo i dati in possesso della centrale di polizia della capitale ucraina, il criminale, un disoccupato con la cittadinanza dell'Uzbekistan, agiva sul territorio di Kiev sin dall'inizio della primavera di quest'anno. Cosicché nella fascia boschiva del quartiere di Goloseevo il 4 marzo scorso è rinvenuto il cadavere di una 47-enne residente del posto. La donna è stata accoltellata e poi violentata. A distanza di due giorni è rinvenuto un altro cadavere femminile nel quartiere di Darnitsa.

La terza vittima del mostro è riuscita a sopravvivere ed è stato questo fatto a segnare il momento della svolta nella cattura del pericoloso criminale. L'assalitore ha colpito per più di una volta con il coltello la vittima al petto e all'addome, ma la donna è sopravvissuta all'aggressione. Grazie alla sua descrizione la polizia ha realizzato l'identikit dell'aggressore e più tardi la donna l'ha riconosciuto.

New Day: In Ucraina acciuffato necrofilo seriale: tagliava le teste alle donne e violentava i cadaveri decapitati (FOTO, VIDEO)

Foto segnaletica del mostro-necrofilo fermato a Kiev

I migliori investigatori della polizia metropolitana ucraina sono stati assegnati al caso. Nei luoghi di divertimento di massa e nelle vicinanze delle uscite dalla metropolitana sono stati piazzati gli agenti della polizia criminale. Secondo quanto riportato dal capo della polizia di Kiev, general maggiore della polizia Aleksandr Teresciuk, era chiaro che il mostro non si sarebbe fermato. L'omicida seriale è stato fermato mentre stava sorseggiando la birra in un locale, pianificando un ennesimo assassinio. La vittima prescelta era la madre di due bimbi, conosciuta il giorno prima.

Nel corso delle indagini è stato appurato che l'omicida vivesse a Kiev in un ostello su Podol. In precedenza l'uomo, ex pugile, ha avuto quattro condanne per banditismo, rapina e furti con scasso. Complessivamente il criminale avrebbe dovuto scontare 38 anni di galera, e tuttavia ogniqualvolta è stato scarcerato anticipatamente su amnistia. L'ultima volta il detenuto è stato scarcerato soltanto sei mesi prima di aver commesso una serie di omicidi a Kiev.

Ora il mostro è imputato per 11 omicidi: cinque compiuti sul territorio di Mosca e della Federazione Russa, tre compiuti in Uzbekistan, e due omicidi e un assalto a scopo di rapina sul territorio dell'Ucraina. Gli inquirenti dell'Uzbekistan hanno svelato alcuni particolari scioccanti di uno degli omicidi. L'assassino ha accoltellato la donna, le ha tagliato la testa e poi ha stuprato il cadavere decapitato.

Parlando della ferocia ed efferatezza dell'assassino, Aleksandr Teresciuk l'ha paragonato al più mostruoso assassino seriale – il bruto dell'epoca sovietica Andrei Chikatilo. Quest'ultimo colpiva così fortemente le sue vittime con il coltello da far spaccare loro le costole.

Jack Lo Squartatore sovietico, così è stato definito Andrei Chikatilo, ha compiuto un'impressionante serie di omicidi dal 1978 al 1990. Tra le sue vittime c'erano 21 bambini, 14 bambine, ma anche 18 tra le ragazze maggiorenni e le giovani donne. Il mostro era residente nella città di Shahty, nella provincia di Rostov, ma compiva i suoi delitti orrendi mentre era in trasferta per motivi di servizio sul territorio dell'ex Unione Sovietica e, in particolare a Tashkent (Uzbekistan) e Mosca.

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Andrei Chikatilo, il suo bilancio criminale conta 53 vittime, uccise, mutilate e violentate

Andrei Chikatilo è nato nella provincia di Kharkov, nell'Ucraina all'epoca ancora Sovietica. Fino all'età di 12 anni Andrei si pisciava addosso di notte e per questo la madre lo picchiava selvaggiamente. Il padre di Chikatilo è stato fatto prigioniero dei tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale e per questo il ragazzo è stato bollato dai coetanei come figlio di «un traditore della Patria e vigliacco», diventando l'oggetto di derisione dei suoi compagni di scuola. Inoltre la famiglia di Chikatilo era molto povera, vivendo nella miseria più nera. Secondo quanto affermato dallo stesso Chikatilo, «le lacrime dell'offesa per tutto ciò che avevo vissuto mi soffocavano per tutta la mia vita».

Nello stesso tempo, un ragazzo fisicamente sviluppato e forte si è guadagnato subito l'autorità e il rispetto, acquisendo il soprannome Andrei Sila (Andrei la Forza). Lui sognava la carriera politica. «Ero fermamente convinto di poter fare la carriera. Il mio posto era nel Cremlino», – raccontava più tardi il pluriomicida.

Secondo la confessione del mostro, lui si è scoperto la sua inclinazione poco prima di diplomarsi. Allora Chikatilo ha buttato per terra una bambina 13-enne, mettendosi sopra di essa e provando l'orgasmo. Dopo quell'incidente l'uomo ha deciso di imbrigliare i suoi volgari istinti, giurando a stesso di non toccare più nessuna femmina, tranne la sua futura moglie. Inizialmente Chikatilo riusciva molto bene a recitare il ruolo di un cittadino modello. Laureandosi in ingegneria, cinque anni più tardi ha optato per il ruolo di docente.

Più tardi alcuni ex alunni di scuola-orfanotrofio hanno ricordato che il loro docente di allora, Andrei Chikatilo, con la scusa di aiutare loro di far compiti, si metteva vicino, «toccando di nascosto le loro parti intime del corpo». Il docente spesso si masturbava in classe nelle tasche dei pantaloni e per questo è stato soprannominato dagli alunni «pedofilo» e «patito del sesso». Dopo un caso del genere Chikatilo è stato licenziato, ma ben presto ha trovato un incarico simile, mostrando un attenzione morbosa verso i maschietti.

Il mostro ha compiuto l suo primo omicidio nel 1978, la sua vittima era un'alunna della seconda media Elena Zakotnova. Chikatilo, promettendo alla vittima di regalarle una gomma da masticare, l'ha attirata in un luogo isolato, ma la scolara si è messa a urlare e allora il criminale l'ha strangolata. Avendo provato l'orgasmo, il delinquente si è messo a uccidere gli essere umani con regolarità.

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Le vittime del mostro Chikatilo

Per molto tempo Chikatilo è rimasto inafferrabile. Sui luoghi del delitto e sui corpi delle vittime gli investigatori rinvenivano lo sperma del quarto gruppo, ciò che secondo i canoni classici della criminologia doveva significare che il gruppo sanguigno del bruto doveva corrispondere a quello dello sperma. Per questa coincidenza dopo il primo omicidio compiuto da Chikatilo è stato arrestato, processato, condannato e fucilato un innocente, Aleksandr Kravcenko. Chikatilo aveva una particolarità fisica unica nel suo genere, il suo gruppo sanguigno e il gruppo dello sperma erano diversi.

Andrei Chikatilo è stato arrestato soltanto nel 1990. Gli investigatori non avevano prove dirette a suo carico, ma durante una conversazione con uno psichiatra il mostro ha confessato. Due anni più tardi Chikatilo è stato condannato alla pena capitale e il 14 febbraio del 1994 è stato fucilato nella prigione di Novocerkassk.

C'è da far notare che Chikatilo è stato uno degli ultimi criminali ad essere stato giustiziato. Già nel 1996 le autorità hanno rinunciato ad applicare la pena capitale perché era una delle più importanti pre-condizioni per l'ingresso della Russia nel Consiglio d'Europa. Lo stesso nome Chikatilo è diventato comune per definire i più terribili mostri, sadici, assassini e pervertiti.

La storia di Chikatilo ha avuto una vasta eco su scala globale. Secondo alcune informazioni, gli scienziati giapponesi avrebbero cercato di acquistare il cervello del serial killer per 10 milioni di dollari per effettuare gli studi su di esso. In Italia è stato scritto un libro, usato poi per sceneggiatura del film Evilenko, con l'attore britannico Malcolm McDowell nel ruolo del protagonista.

Trailer del film Evilenko del regista italiano David Grieco

Tuttavia con la fucilazione di Chikatilo la storia del serial killer e stupratore non è per niente finita, trasformandosi in un sequel, del tutto inaspettato, in Ucraina. Nel 2009 nella provincia ucraina di Kharkov è stato arrestato il figlio del mostro Yuri Odnačev. E' sintomatico che Odnačev è stato uno degli organizzatori della difesa di Maidan, non solo non nascondendo i suoi legami di parentela con il mostro, ma anzi, mostrandosi fiero di suo padre e invidiandogli la sua «gloria».

I difensori di Maidan sanno benissimo con chi hanno a che fare – con il figlio del più ripugnante assassino e stupratore seriale del 20-esimo secolo

Il figlio della «belva di Rostov» ha già avuto precedenti con la legge ed ha perfino scontato un periodo di reclusione per estorsione – per alcuni anni faceva il giro di piccoli esercizi commerciali, pretendendo il pizzo. Per essere più convincente, mostrava agli imprenditori...il suo certificato di nascita, dal quale risultava che era figlio del mostro Chikatilo in persona. Gli imprenditori, in preda al panico e paura, gli consegnavano il pizzo. Una volta Chikatilo junior si è beccato la denuncia per lo stupro, ma più tardi la vittima l'ha ritirata.

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Yuri Odnačev, figlio di Andrei Chikatilo

Più tardi Odnačev, in un'intervista concessa ala canale televisivo russo NTV ha raccontato di essere certo «dell'innocenza del padre», che sarebbe stato falsamente accusato dai cosidetti «moscali» («moscoviti» soprannome dispregiativo per definire i russi, utilizzato dai nazionalisti ucraini). Secondo l'affermazione di Chikatilo figlio, Chikatilo padre non era un pluriomicida assetato dal sangue innocente, bensì… un puro e semplice nazionalista ucraino.

Yuri ricorda la sua infanzia felice, sostenendo che non ha mai nella sua vita conosciuto un uomo più mite e buono che suo padre. Andrei Chikatilo, dopo aver brutalmente ucciso le sue vittime, tornava a casa, controllando i voti scolastici di suo figlio, soltanto a volte rimproverandolo bonariamente per scarso rendimento scolastico.

Inoltre Odnačev ipotizza che suo padre possa essere ancora vivo. Poiché manca alcuna indicazione sul luogo della sepoltura del mostro. Nessuno ha mai risposto sulle richieste alla Procura russa da parte di Chikatilo figlio su dove si trova la tomba del suo mostruoso padre.

Ed ecco che, a distanza di un anno dalla vittoria della rivolta di Maidan, a Kiev è stato acciuffato un ennesimo serial killer. Al momento dell'arresto l'uomo ha detto di non pentirsi dei suoi crimini e, qualora non fosse stato fermato, avrebbe compiuto un ennesimo omicidio. Si precisa che il criminale non è mai stato sposato, ma nell'Uzbekistan ha un figlio, il quale tra poco compirà 21 anni.

La scia del sangue che scorre sembra infinita...

Kiev, Ekaterina Rudnik, Vsevolod Gnetii

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