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Cronaca nera

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Pubblicazioni del 12/05/16 (Archivio)

In periferia di Mosca prostitute transgender rubano cani di razza in un bordello / I ladri volevano rivendere la refurtiva per asportare i seni artificiali
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In periferia di Mosca prostitute transgender rubano cani di razza in un bordello I ladri volevano rivendere la refurtiva per asportare i seni artificiali

Nella periferia di Mosca dei migranti transgender provenienti dall'Uzbekistan hanno fatto irruzione nella casa del loro datore di lavoro e hanno portato via quattro cagnolini di razza e altri oggetti di valore. In seguito si è venuto a sapere che volevano ritornare nella loro patria.

Dai quanto riferito dalla polizia, i malintenzionati sarebbero entrati illegalmente in una casa privata nel sobborgo di Bykovo, dalla quale hanno rubato un notebook, un tablet, una macchina fotografica e quattro cani chihuahua. La somma della refurtiva è di più di 7 mila euro.

Tuttavia dalle spiegazioni dei sospettati risulta che avevano deciso di intraprendere l'azione criminosa allo scopo di riprendersi i loro passaporti, ma che poi non hanno resistito alla tentazione di portar via un po' di roba, come compenso per i servizi prestati. I tre svaligiatori hanno affermato di lavorare come prostitute e che il loro boss era in debito con loro.

Uno degli arrestati ha raccontato di essere arrivato nella regione di Mosca alla fine di febbraio con un invito di lavoro, tuttavia la mansione «proposta» era ben diversa dalle promesse che aveva sentito in patria. Agli ospiti dell'Asia centrale è infatti toccato lavorare in un club gay.

«Io mi prostituisco. Mi hanno obbligato a farlo, mi hanno impiantato le tette. Mi hanno detto che così avrei lavorato meglio. E io ci ho creduto» ‒ ha raccontato il giovane che al momento dell'arresto aveva appena fatto in tempo a liberarsi dei seni.

Durante l'incursione un paio di cani appartenenti al proprietario della casa sono scappati dalla porta scassinata, mentre quattro chihuahua se li sono portati via i delinquenti. Uno dei cani si è perso da qualche parte, gli altri tre sono stati restituiti al loro padrone. La vittima in ogni caso non ha saputo precisare cosa ci facesse in casa sua il passaporto di uno dei cittadini dell'Uzbekistan. Lui afferma di non aver mai visto prima nessuno dei tre arrestati.

Il trio dei delinquenti aveva intenzione di tornare in patria, ma ora si trovano in custodia cautelare. Rischiano fino a sei anni di detenzione per «Rapina con intrusione illegale in abitazione altrui».

Mosca, Zoja Oskolkova

© 2016, «New Day – Italia»

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