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Cronaca nera

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Pubblicazioni del 12/05/16 (Archivio)

Negli Urali poliziotto in un raptus di gelosia spara al medico e poi si uccide
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Negli Urali poliziotto in un raptus di gelosia spara al medico e poi si uccide

Negli Urali sono in corso gli accertamenti sull'incidente che ha visto coinvolto un poliziotto. L'agente, dai dati preliminari, avrebbe ucciso il medico e l'avrebbe poi fatta finita per motivi di gelosia.

La tragedia è avvenuta nella città di Rež. Secondo la versione della polizia, il sergente dell'unità di pattuglia è venuto a sapere della corrispondenza personale della sua consorte con il primario del reparto di rianimazione dell'ospedale locale. L'agente per questo è andato su tutte le furie e si è recato sul posto di lavoro del rivale. Dopo aver portato quest'ultimo fuori dall'ospedale, gli ha sparato con la pistola d'ordinanza. Dopo aver constatato che il medico fosse morto per la ferita d'arma da fuoco, il poliziotto si è suicidato. Prima di farla finita, l'agente ha telefonato alla moglie e le ha raccontato tutto.

Alla polizia hanno spiegato che l'uomo, tornato a casa per cena, ha preso delle cose da mangiare per la moglie e il figlio di due anni che si trovavano in ospedale con l'intenzione di andarli a trovare. Ma a un certo punto ha scoperto sul computer la corrispondenza intima della moglie con l'altro uomo, fatto che l'ha portato all'esasperazione e spinto al barbaro omicidio. Il dottore e la moglie del poliziotto lavoravano nella stessa clinica. La vedova del sergente durante l'interrogatorio ha confermato la relazione extramatrimoniale.

Ricordiamo che piuttosto di recente la società era rimasta scossa da un altro omicidio, il cui protagonista era stato l'agente dell'FSB Aleksandr Ignat'ev. Dalle indagini si era saputo che l'uomo aveva ucciso la moglie 33enne, che si trovava in decreto di maternità, e la figlia di quattro mesi. Alla donna, secondo alcune fonti, avrebbe cavato gli occhi e anche con la bambina avrebbe dimostrato una crudeltà estrema.

All'udienza dopo il suo arresto l'agente dell'FSB sui motivi del suo gesto si è espresso in modo assai vago, dichiarando di essere rimasto vittima di ipnosi, di essere stato tipo «zombizzato» per telefono. Farneticando di un qual certo virus, Ignat'ev ha aggiunto che esso si può trasmettere attraverso tutti i gadget elettronici e che può influenzare la coscienza. Per stuzzicare il pubblico con una nuova porzione di delirio, l'agente ha anche affermato di «aver adempiuto il suo dovere verso la patria». Del resto gli osservatori non hanno escluso che l'uomo abbia commesso il delitto in preda a una semplice crisi psichica.

Rež, Ignat Bakin

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