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Intervista a Carlo Sibilia, deputato M5S in commissione Affari Esteri alla Camera dei Deputati e membro del direttorio pentastellato
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Intervista a Carlo Sibilia, deputato M5S in commissione Affari Esteri alla Camera dei Deputati e membro del direttorio pentastellato

Roma, 27 Aprile (New Day – Italia), intervista realizzata da Vsevolod Gnetii

Molti mass media europei creano della Russia un mostro, l'immagine di un nemico globale. A Suo avviso, qual'è lo scopo di tutto questo? La Russia è davvero un mostro convenzionale?

«Purtroppo i media hanno tutti un problema di credibilità perché rispondono a logiche di conservazione del potere che ne mettono in pericolo la libertà e l'indipendenza. L'Italia risulta al 74-esimo posto della classifica di libertà di stampa diffusa da reporters without borders. La situazione del mezzo televisivo in Italia è un caso di studio mondiale con un ex Presidente del Consiglio come Silvio Berlusconi mai ostacolato dalla sinistra nonostante il suo conflitto d'interessi lo rendesse ineleggibile per legge. E' dovuto arrivare il Movimento 5 Stelle nel 2013 per consentire l'applicazione della legge. Quindi i media spesso hanno una grossa responsabilità della percezione. Così nei confronti della Russia come nei confronti del mondo arabo che viene presentato spesso con l'analogia mussulmano uguale terrorista. Dal nostro punto di vista, non ricevendo un centesimo di fondi pubblici, abbiamo la libertà giusta per informarci senza pregiudizi. Il Movimento 5 Stelle vuole costruire relazioni internazionali facendo gli interessi dei cittadini italiani e dei cittadini di tutto il mondo. Chi segue questa strada è nostro alleato».

New Day: Intervista a Carlo Sibilia, deputato M5S in commissione Affari Esteri alla Camera dei Deputati e membro del direttorio pentastellato

Esiste, o si percepisce, la presenza della propaganda del Cremlino in Italia?

«Credo che dal punto di vista mediatico tutti i governi si sono infilati in un gioco di contrapposizioni e alleanze che li alternano, a seconda delle situazioni, da vittime a carnefici. Oggi anche se ci fosse una propaganda del Cremlino in Italia a causa della situazione e dell'informazione così compromessa sarebbe impossibile distinguerla. Personalmente credo di avere i mezzi critici sufficienti per non fermarmi ai luoghi comuni su Russia e USA».

Secondo Lei, quanto è giustificata la pressione sanzionatoria da parte dell'Unione Europea e degli USA sulla Russia in relazione agli avvenimenti in Ucraina?

«E' una pressione alla quale il Movimento 5 Stelle si è sempre opposto. Joe Biden, vice presidente USA, riferì in merito quanto segue «Abbiamo dato a Putin una scelta semplice: rispetta la sovranità ucraina o avrai di fronte gravi conseguenze. E questo ci ha indotto a mobilitare i maggiori Paesi più sviluppati al mondo affinché imponessero un costo reale alla Russia." E' vero che non volevano farlo. E' stata la leadership americana e il presidente americano ad insistere, tante di quelle volte da dover mettere in imbarazzo l'Europa per reagire e decidere per le sanzioni economiche, nonostante i costi».

Come valuta e quantifica l'impatto negativo sull'economia e imprenditoria italiana delle misure restrittive dell'Unione Europea imposte alla Russia?

«Queste sanzioni, infatti, significano 2 mld di € di mancate esportazioni per le PMI italiane. Ciò giustifica la nostra posizione».

New Day: Intervista a Carlo Sibilia, deputato M5S in commissione Affari Esteri alla Camera dei Deputati e membro del direttorio pentastellato

Come si spiega il silenzio dell'Europa in generale, e dell'Italia in particolare, al riguardo delle uccisioni di massa della popolazione civile nel Donbass, mentre la reazione alla tragedia di Charlie Hebdo ha avuto una vastissima eco?

«Purtroppo è lo stesso silenzio internazionale su ciò che è accaduto in Kenya il 2 aprile 2015 con 147 morti da parte di squilibrati terroristi. Credo sia causa di una diffusa ipocrisia tesa a difendere gli interessi di un mondo occidentale dalle politiche fallimentari».

Quali sono i problemi più pressanti dell'Italia? L'economia, immigrazione… potrebbe metterli nell'ordine prioritario, evidenziando le questioni più problematiche per il Suo paese?

«Di sicuro i 9 milioni di cittadini italiani che vivono sotto la soglia di povertà. Noi abbiamo proposto una misura che si chiama Reddito di Cittadinanza che prevede un reddito minimo di 780 euro a tutti e abbiamo anche trovato i soldi per attuare questa legge.

La corruzione e la mafia che ormai si fondono con la politica. Troppi rappresentanti del governo sono indagati e tanti altri occupano posizioni apicali da troppo tempo finendo per curare i propri interessi personali lasciando ai cittadini soltanto le briciole.

Tutto questo determina una situazione insostenibile per le piccole e medie imprese che vengono schiacciate sotto il peso delle tasse. Tasse che il governo impone per risanare il debito pubblico senza capire che non è possibile ripagare un debito quando abbiamo ceduto la nostra sovranità monetaria all'Europa.

Quindi uno dei problemi fondamentali è proprio la moneta unica Euro che ci strozza, rendendoci schiavi di politiche europee che sono pericolose per l'economia italiana. E' per questo che stiamo raccogliendo delle firme per raggiungere un referendum nel quale chiedere ai cittadini se vogliono finalmente abbandonare la moneta unica. Questi i più importanti. La situazione economica è quella che poi a cascata crea tutti gli altri problemi».

Alcuni politici e opinionisti in Russia parlano di un ritorno ai tempi delle «guerra fredda» tra la Russia da un lato e l'Occidente dall'altro (rappresentato dall'Unione Europea e dagli USA) in relazione alla crisi ucraina. A Suo avviso, quali sono le prospettive nelle relazioni tra la Russia e l'Italia, tra la Russia e l'Unione Europea in questa situazione? Dal Suo punto di vista, nella situazione geopolitica attuale l'Italia deve intervenire in sostegno della Russia?

«L'Italia deve intervenire con buon senso e pensando alla salute dei cittadini italiani, ucraini, europei e del mondo. Dal 2013 al 2014 l'aumento di richieste di asilo in Italia dall'Ucraina è aumentata del 6221%. Questa situazione è insostenibile per tutti. Europei ed Italiani. Il governo Italiano deve smetterla di pensare di essere stretto da essere filorusso o filoamericano. Deve comportarsi da filoitaliano».

New Day: Intervista a Carlo Sibilia, deputato M5S in commissione Affari Esteri alla Camera dei Deputati e membro del direttorio pentastellato

In Russia spesso si fa accenno all'opinione pubblica occidentale che il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin è il più popolare politico in Europa, anche in Italia, e generalmente parlando, nel mondo. E' davvero così? Come si spiega questo fenomeno?

«In realtà non mi risulta. Credo che questi dati evidentemente possano essere il frutto di una longeva attività politica. Secondo il Movimento 5 Stelle il futuro della politica sarà fatto da movimento senza leader dove i cittadini avranno una parte attiva. Potrebbe essere anche il futuro della Russia dopo Putin perché generalmente i grandi leader lasciano spesso un vuoto dopo di loro».

Qual'è la posizione del Suo Movimento nei riguardi dell'unificazione della Crimea alla Russia?

«Sicuramente è una situazione non facile. La destabilizzazione dell'area non fa bene a nessuno. Noi temiamo che vi sia un disegno che miri semplicemente a spostare l'asse del mercato del gas attualmente dalla Russia verso l'UE alla vendita del gas di scisto dei giacimenti USA in Israele all'UE. E' una lotta tra grandi distributori che purtroppo finirà soltanto per creare morte e guerra per molti e profitto per pochi.

Una storia vecchia come il mondo. Una storia che tutti conosciamo e che noi abbiamo l'ambizione di voler cambiare».

Il ministro dell'Interno ucraino Arsen Avakov ha per più di una volta diffamato e denigrato pubblicamente parlamentari italiani, prima bollando il questore del Senato Lucio Malan come un «impostore», poi affermando che «potrebbe definire fascisti alcuni dei deputati» del Parlamento italiano. In relazione a ciò, intendete intraprendere delle misure per richiamare all'ordine il ministro ucraino e il governo da lui rappresentato?

«Dipende...anche noi non abbiamo opinioni altissime di alcuni parlamentari italiani. Se qualcuno si è sentito offeso si difenderà nelle sedi opportune».

Il ministro Alfano e il sottosegretario agli Esteri Della Vedova nei rispettivi comunicati ufficiale dei loro ministeri si parla delle «prospettive di cooperazione tra i due ministeri dell'Interno con particolare riferimento alla struttura amministrativa e territoriale del nostro Paese». Il comunicato del ministero dell'Interno ucraino indica invece come tema dei colloqui «abolizione dei visti d'ingresso per i cittadini ucraini»... con tutte le conseguenze inerenti per l'Italia. Non sarebbe il caso di chiedere audizione parlamentare sul caso, chiamando a rispondere sull'argomento i signori Alfano e Della Vedova?

«Abbiamo già chiesto più volte la rimozione del Ministro dell'Interno Alfano che non riteniamo adeguato per il ruolo che ricopre. Già molti scandali lo hanno colpito dalla vicenda Shalabayeva (rifugiato politico rapito da forze sconosciute insieme alla sua bambina e deportata nel paese da dove era fuggita) agli atti di vandalismo degli hooligans olandesi a Piazza di Spagna. Per non parlare della gestione degli immigrati. Comunque valuteremo di sottoporre la questione al sottosegretario Della Vedova per capire come effettivamente stanno le cose».

La vita dei cittadini italiani che risiedono o transitano sul territorio ucraino sono sempre più a rischio. E' trascorso quasi un anno dalla brutale uccisione del fotografo italiano Andrea Rocchelli ad opera delle Forze Armate ucraine – nessun incriminato né imputato...Numerose minacce di morte all'animalista italiano Andrea Cisternino sono sfociate nell'incendio doloso, 75 cani arsi vivi e Andrea intossicato dal fumo. Con la totale indifferenza del ministro dell'Interno ucraino Avakov e della polizia da lui comandata. Intendete fare qualcosa per difendere i cittadini italiani in Ucraina?

«Qui veniamo all'inadeguatezza dei nostri ministri. Purtoppo questi casi si aggiungono a quelli dei Marò ancora detenuti in India senza alcuna condanna, il caso Forti a Miami o il caso dell'ostaggio italiano in Afghanistan, Gianni Lo Porto, che abbiamo appreso essere stato ucciso 5 mesi fa da un raid di droni US . Credo che il governo italiano debba fare di più in questo senso. Ma anche l'Ucraina ha le sue responsabilità. Bisogna tutelare la libertà di stampa e di espressione anche se la situazione è difficile. Io provengo da una città italiana come Avellino che ha una delle comunità ucraine più numerose d'Italia. Abbiamo grande rispetto e addirittura avevamo un giornale locale che mandava in stampa alcune pagine totalmente in Ucraino. Questi sono esempi d'integrazione virtuosa nel rispetto della diversità delle proprie culture».

C'e' una forte ingerenza da parte della rappresentanza diplomatica ucraina e della Chiesa greco-cattolica ucraina negli affari interni dell'Italia: in palese violazione dei trattati internazionali l'ambasciatore ucraino a Roma ha preteso da un comune italiano di revocare il nome di una piazza dedicata ai Martiri di Odessa. La diocesi della Chiesa greco-cattolica ucraina di Firenze raccoglieva i fondi per l'acquisto del materiale bellico per il governo di Kiev. Non sarebbe il caso di intraprendere delle misure diplomatiche e dell'ordine pubblico per far rispettare la sovranità dell'Italia?

«Che la sovranità italiana sia in continuo pericolo purtroppo non è più un mistero per nessuno. Un'interpretazione dei trattati europei al solo scopo di avvantaggiare l'economia tedesca è ormai sotto gli occhi di tutti. Basti pensare, oltre al caso Italia, anche al caso Grecia. Tuttavia mi risulta che il comune in questione abbia proseguito per la sua strada esercitando un proprio diritto costituzionale.

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Sulla vicenda della diocesi della Chiesa greco-cattolica ucraina di Firenze ammetto di non avere notizie in merito. Voglio credere che non sia vero altrimenti non staremmo più parlando di centri di fede, ma di vere e proprie cellule terroristiche. Sarebbe un fatto troppo grave per non essere balzato agli onori delle cronache. La libertà di stampa è in pericolo, speriamo non fino a questo punto».

© 2015, «New Day – Italia»

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