Pubblicazioni del 02/24/16 (Archivio)

In Olanda il referendum sull'accordo di associazione dell'Unione Europea con l'Ucraina / Il 6 aprile gli olandesi saranno chiamati a votare
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In Olanda il referendum sull'accordo di associazione dell'Unione Europea con l'Ucraina Il 6 aprile gli olandesi saranno chiamati a votare

I residenti dei Paesi Bassi nel corso di una consultazione popolare dovranno decidere sull'opportunità dell'accordo di associazione tra l'Unione Europea e l'Ucraina. Gli oppositori di adesione dell'Ucraina all'Unione Europea sono riusciti ad ottenere circa mezzo milione di voti per indire un referendum. Anche se i risultati del plebiscito avranno valenza solo consultativa per le autorità nazionali, gli analisti politici ritengono che, se gli olandesi non approvassero l'accordo, metterebbero i politici europei in una posizione imbarazzante.

Ci sono diverse ragioni per cui i Paesi Bassi non vorrebbero un altro membro dell'UE, l'Ucraina nella fattispecie: il paese con un'economia a pezzi ed in uno stato di guerra civile. Gli avversari olandesi dell'integrazione dell'Ucraina nell'Unione Europea temono che in seguito all'accordo di associazione con l'UE e all'approvazione del regime senza visti aumenterà il flusso dei cittadini ucraini nell'Olanda in termini della crisi migratoria, che sta affrontando oggi l'Europa. Attualmente, nei Paesi Bassi vivono e lavorano già circa 5-7 mila lavoratori ucraini.

Inoltre, gli euroscettici credono che l'Ucraina sia colpevole del deterioramento delle relazioni dell'Europa con i partner russi. A causa delle sanzioni economiche dell'UE contro la Russia e l'embargo imposto dalla Russia in risposta verso prodotti alimentari provenienti dai paesi europei, per cui il settore agricolo olandese ha subito perdite di 300 milioni di euro. La concorrenza nel mercato interno è aumentata notevolmente, ed eccola qua anche la zona di libero scambio con l'Ucraina. Numerose proteste degli agricoltori olandesi che sono costretti a buttare via regolarmente tonnellate di pomodori, pere e mele per colpa del crollo dei prezzi a causa delle sanzioni russe contro le importazioni di generi alimentari dall'Europa, non sorprendono ormai più nessuno. Gli agricoltori olandesi temono che mentre loro riciclano la propria produzione, i prodotti ucraini, meno costosi, potrebbero occupare una parte del mercato interno dell'UE a causa del dumping.

In questo quadro s'incastra anche uno scandalo di carattere culturale, che vede coinvolti in prima persona alcuni politici ucraini di maggior rilievo. Nel 2005, dal Museo della Frisia Occidentale sono stati rubati 24 dipinti dei pittori olandesi. I mass media olandesi hanno puntato il dito contro il capo del partito politico ultranazionalista ucraino Svoboda, Oleg Tyagnibok, l'ex capo della SBU (Servizio di Sicurezza dell'Ucraina), Valentin Nalyvaychenko e dell'ex vice comandante del battaglione «OUN», Boris Gumyenyuk. Sarebbe stato questo trio a gestire le trattative con le autorità olandesi per riscuotere il riscatto per la restituzione di alcuni quadri rubati al museo.

Gli analisti politici ritengono che lo svolgimento del referendum in Olanda con una sottintesa motivazione anti-ucraina potrebbe costituire un precedente pericoloso di ripetizione di tali «manifestazioni di volontà del popolo» anche in altri paesi dell'Unione Europea. Sfruttando il precedente olandese, i partiti europei di estrema destra ed estrema sinistra potrebbero avviare simili plebisciti in altri paesi dell'UE. Le autorità olandesi applicano una clausola di salvaguardia, affermando che i risultati del referendum avranno soltanto il carattere consultivo e non saranno vincolanti dal punto di vista legale, ma non è detto che il loro esempio sarebbe seguito da altri stati membri dell'UE.

Intanto, il primo ministro olandese Mark Rutte sta rassicurando i cittadini che l'Ucraina non sarà mai integrata nell'Unione Europea: «Qualcuno pensa che questo sia il primo passo di Kiev per l'adesione all'UE, ma non è proprio così. Abbiamo un accordo di associazione con l'America Centrale e con il Medio Oriente e, tuttavia, loro non presentano una domanda di adesione. Probabilmente sarebbero più interessati alla partecipazione al concorso Eurovision Song Contest, ma non all'integrazione nell'Unione Europea». A dir la verità, in questa situazione non c'è nulla di nuovo. I rappresentanti dell'Unione Europea (i funzionari di diversi livelli) hanno già parlato tante volte di tutto questo».

In Ucraina questa idea è stata percepita negativamente: secondo il governo ucraino, gli attivisti olandesi collaborerebbero con Mosca per impedire l'integrazione del paese nell'Unione Europea. Il presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko ha lanciato quasi un ultimatum riguardo all'adesione del suo paese all'Unione Europea. «Non importa se i paesi europei non siano pronti ad accettare l'Ucraina. Io insisto: l'UE non riuscirà a sopravvivere senza l'Ucraina» – ha detto Poroshenko.

Dal canto loro, gli organizzatori del referendum olandese sull'accordo di associazione tra l'Ucraina e l'UE minacciano il governo del paese di portarlo in tribunale e chiedono quanto segue:

– Sospendere l'implementazione del documento fino all'esito del referendum.

– Dichiarare ufficialmente (al livello di governo nazionale e dei leader dell'UE) a Poroshenko che i Paesi Bassi non hanno ancora ratificato il documento.

– Invocare ufficialmente, per conto del governo dei Paesi Bassi, l'Ucraina e l'Unione Europea a rispettare la democrazia olandese e sospendere l'implementazione dell'accordo.

– Dichiarare ufficialmente che il governo olandese realizzerà la volontà del popolo, qualora dicesse il «no» all'accordo.

Se il governo non ottempererà a tali richieste, gli organizzatori del referendum le faranno applicare in base alla decisione della corte poiché intendono in quel caso di ricorrere alle vie legali.

Ai sensi dell'attuale legislazione dell'UE, un accordo con i paesi che non sono membri dell'Unione Europea, deve essere ratificato da tutti i 28 paesi dell'UE. Inoltre, sarà impossibile ignorare la decisione del popolo olandese, soprattutto in un momento in cui l'Olanda guiderà l'UE per i prossimi sei mesi, e in realtà il rifiuto della ratifica potrebbe portare a una crisi politica all'interno dell'Unione Europea.

L'Aja, Ekaterina Rudnik

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