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Pubblicazioni del 04/13/17 (Archivio)

La Russia ha spaccato il G7: le nuove sanzioni antirusse non hanno trovato sostegno
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La Russia ha spaccato il G7: le nuove sanzioni antirusse non hanno trovato sostegno

L'introduzione di nuove sanzioni contro la Russia da parte di tutti gli stati del G7 si sta imbattendo in difficoltà. Come ha dichiarato il ministro degli Esteri della Francia Jean-Marc Ayrault, nell'incontro di oggi in Italia i ministri degli Esteri dei paesi del G7 non sono riusciti ad arrivare a una posizione comune su questo tema.

Secondo le informazioni del giornale britannico «The Independent», gli stati dell'UE e il Canada hanno sottolineato la necessità di rispettare le procedure giuridiche stabilite prima di passare a un nuovo programma di sanzioni. Il «Daily Mail» fa notare come sia stata la Germania a bloccare la questione delle sanzioni. Il «Gruppo dei sette» si è invece trovato d'accordo sul fatto che sia impossibile regolamentare la crisi siriana finché il presidente Bashar Assad rimane al potere.

Da notare che alla discussione sul problema siriano oltre agli stati del G7 – Gran Bretagna, Germania, Italia, Canada, USA, Francia e Giappone – hanno partecipato anche i ministri degli Esteri di Turchia, Arabia Saudita, Emirati arabi uniti, Giordania e Qatar.

In precedenza per l'introduzione di nuove sanzioni contro la Russia si erano schierati i rappresentanti degli USA e il ministro degli Esteri della Gran Bretagna Boris Johnson, che a tale scopo aveva preparato uno speciale documento relativo all'attacco chimico nella provincia di Idlib dove più di 80 persone, tra cui dei bambini, sono rimaste vittime della dispersione di gas, presumibilmente sarin.

Gli USA e l'UE hanno attribuito la responsabilità dell'accaduto alle forze sotto il controllo di Assad e a quelle russe, che appoggiano l'esercito governativo siriano.

A Mosca e a Damasco hanno respinto tutte le accuse. Le autorità russe insistono sul fatto che tutte le armi chimiche che si trovano in Siria siano state in precedenza eliminate sotto il controllo degli osservatori internazionali. Personalità ufficiali hanno supposto che l'aviazione siriana abbia potuto colpire i depositi dove si trovavano le armi chimiche dei ribelli.

Nel frattempo l'aviazione americana in qualità di «risposta all'attacco chimico» ha colpito con dei missili una base militare delle forze siriane, distruggendo parte dell'aviazione governativa. I paesi occidentali e la Turchia hanno plaudito questo attacco.

Mosca, Anastasija Smirnova

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