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Pubblicazioni del 04/24/17 (Archivio)

Il riconoscimento della Crimea russa sta diventando una tendenza politica europea / Lo afferma un esperto
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Il riconoscimento della Crimea russa sta diventando una tendenza politica europea Lo afferma un esperto

Il riconoscimento della Crimea come parte della Russia sta diventando una tendenza tra i politici europei. Dichiarazioni su questo tema a sostegno della scelta degli abitanti della penisola nel referendum del 2014 hanno cominciato a sentirsi sempre più spesso in ambito internazionale.

Uno degli ultimi a manifestare la propria posizione riguardo alla Crimea è stato l'ex vicepremier della Serbia Vojislav Šešelj, presidente del Partito Radicale Serbo. Secondo la sua opinione, espressa a nome di tutti membri del partito, la Crimea e Sebastopoli sono territorio russo.

Šešelj ha anche criticato le sanzioni inflitte alla Federazione russa per aver inglobato nel proprio stato nuove regioni: il politico sostiene che i provvedimenti presi dall'Occidente sono «un fallimento» e in prospettiva porteranno più danni cha altro a coloro che li hanno promossi.

Ricordiamo che il tema della Crimea è a suo modo diventato un momento di disputa anche tra i candidati alla presidenza in Francia. La presidente del Fronte nazionale Marine Le Pen ha criticato il leader sovietico Nikita Chruščëv per aver a suo tempo annesso la penisola di Crimea alla Repubblica sovietica ucraina, mentre il rappresentante dei Repubblicani François Fillon ha parlato dell'insensatezza di confutare il fatto che la penisola sia territorio russo.

Secondo il politologo crimeano Nikolaj Kuz'min, il tema della Crimea in ambito internazionale non solo non perde d'attualità a tre anni dalla riunificazione con la Russia, ma è anche simbolico per molti politici stranieri.

«La Crimea resta il simbolo del diritto della Russia di condurre una politica autonoma e può anche considerarsi una sorta di simbolo dell'ordine artificiale venutosi a creare nello spazio postsovietico, del fatto che esso possa essere passibile di cambiamenti. In Occidente vorrebbero riconoscere tale ordine come naturale, stabile e consolidato. Ma la Crimea è un fatto che lo smentisce» – ha spiegato Nikolaj Kuz'min.

Secondo l'esperto, le dichiarazioni che sono a favore dell'inclusione della Crimea nello stato russo sono pronunciate per lo più da politici facenti parte del variopinto campo dell'opposizione all'ordine mondiale vigente.

Simferopoli, Leonid Makoveckij

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