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Scienza e HiTech

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Pubblicazioni del 02/17/17 (Archivio)

La bomba per il «killer dei sommergibili» è entrata in produzione / L'ordigno può galleggiare, cercare l'obiettivo ed esplodere dentro il sottomarino
Foto: russianhelicopters.aero
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La bomba per il «killer dei sommergibili» è entrata in produzione L'ordigno può galleggiare, cercare l'obiettivo ed esplodere dentro il sottomarino

Una bomba antisommergibile guidata è entrata in produzione di serie su ordinazione del ministero della Difesa della Federazione russa. La bomba potrà essere impiegata da alcuni aerei, ma il suo principale utilizzatore sarà il «killer dei sottomarini», l'elicottero antisommergibile.

A progettare e modernizzare il proiettile, adattandolo agli elicotteri della serie Mi-14, sono stati gli specialisti dell'Istituto ingegneristico di ricerca nei dintorni di Mosca. Le caratteristiche di questa bomba aerea da 120 kg sono sorprendenti. Gettata dall'aereo con il paracadute, essa galleggia per un po' sulla superficie dell'acqua, identificando l'obiettivo tramite un sistema idroacustico. Una volta trovato il sottomarino nemico, la bomba lo punta, con la sua carica esplosiva perfora il corpo del sommergibile ed esplode al suo interno.

Essa è in grado di «tuffarsi» fino a 600 metri e ha una potenza di 35 kg equivalente TNT. Nel caso che la bomba non riuscisse a individuare l'obiettivo nell'intervallo di tempo previsto, i progettisti hanno previsto un meccanismo di autoliquidazione.

Si noti che le prime versioni degli elicotteri che oggi vengono chiamati «killer dei sommergibili» per la loro portata limitata di sollevamento non potevano trasportare contemporaneamente le apparecchiature di rilevazione e le armi di distruzione degli oggetti nemici. Per questo gli elicotteri anfibi operavano sempre in coppia: uno individuava l'obiettivo e l'altro attaccava.

Il nome «killer dei sommergibili» fu dato a quest'elicottero alla fine degli anni Ottanta, quando gli anfibi sovietici scoprirono e colpirono nelle acque territoriali dell'URSS un sommergibile della NATO. Si suppone che il sottomarino appartenesse all'esercito degli USA. In seguito gli americani cominciarono a chiedere che questo tipo di elicottero venisse messo al bando dagli armamenti, cosa che ottennero nel 1996. Secondo informazioni provenienti da fonti non segrete, nel 2016 quattro elicotteri di questo tipo erano in dotazione delle forze armate dell'Ucraina.

Fino ai giorni nostri alcuni di questi elicotteri sono stati usati dalle strutture civili della Federazione russa e dal ministero delle Emergenze. Del ritorno dell'elicottero antisommergibile nelle forze armate russe se n'è ricominciato a parlare nel 2015, quando il progetto di ripresa della produzione venne presentato al salone navale militare di San Pietroburgo.

Mosca, Zoja Oskolkova

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