Pubblicazioni del 03/31/15 (Archivio)

Gli attivisti per i diritti umani: no alle cybersanzioni contro la Crimea
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Gli attivisti per i diritti umani: no alle cybersanzioni contro la Crimea

Sbloccare i servizi web statunitensi ai crimeani. È la richiesta fatta pervenire al Ministero delle Finanze degli Stati Uniti dalle organizzazioni americane ed europee per i diritti umani. Nella lettera recapitata a Washington si chiede la «tutela immediata del libero flusso di informazioni nella penisola della Crimea».

Nel dicembre dello scorso anno, infatti, la Casa Bianca ha imposto un embargo commerciale sulla regione e, successivamente, a gennaio, le società tecnologiche statunitensi hanno reso inaccessibili molti servizi web, tra i quali Google Apps, Apple App Store, Paypal e GoDaddy. Gli Stati Uniti non considerano il territorio crimeano come parte della Federazione Russa e ritengono che Mosca si sia annessa la Crimea.

Access, Electronic Frontier Foundation, Global Voices Advocacy e Open Technology Institute, riferisce RBCdaily, si sono schierati a favore dell'abolizione delle sanzioni informatiche che penalizzano la penisola del Mar Nero ed i suoi abitanti. E senza accesso ai servizi web, nemmeno a quelli più semplici, si rende necessario ripiegare sui concorrenti russi, noti per la loro rigida censura.

Le cybersanzioni nei confronti della Crimea rappresentano un caso unico nel suo genere dal momento che, per la prima volta, gli Stati Uniti – ritenendo la penisola territorio ucraino – hanno 'isolato' una singola regione anziché un intero paese.

La situazione in Crimea è diventata così ancora più intricata rispetto a quella dei cosiddetti «Stati canaglia» come Siria, Iran, Sudan e Cuba dove sono disponibili servizi e tecnologie gratuiti per le comunicazioni personali (solo i cittadini iraniani e cubani hanno alcune opzioni a pagamento).

Nel comunicato diramato dagli attivisti si osserva che «il libero flusso di informazioni» è un diritto umano inalienabile e viene espressa preoccupazione per il fatto che in Crimea, in assenza di alternativa, si dovrà ripiegare sui servizi forniti dagli operatori russi. In conclusione, abolire le sanzioni e consentire l'accesso a piattaforme digitali e tecnologie di comunicazione moderne rientra direttamente nell'interesse commerciale degli Stati Uniti.

Simferopol, Zoja Oskolkova

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