Pubblicazioni del 05/01/16 (Archivio)

Ucraina imbavaglia giornalista italiano / Savik Shuster potrebbe essere espulso dal paese
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Ucraina imbavaglia giornalista italiano Savik Shuster potrebbe essere espulso dal paese

Il Servizio Statale del Collocamento al Lavoro dell'Ucraina ha annullato il permesso di lavoro del noto giornalista e conduttore televisivo Savik Shuster. Quest'ultimo, cittadino dell'Italia e del Canada, potrebbe essere espulso dal paese, in quanto il suo permesso di soggiorno è stato rilasciato per motivi di lavoro. Inoltre, il giornalista è finito nel mirino delle autorità fiscali ucraine, le quali lo accusano di evasione fiscale per un ammontare di 73 mila euro.

Savik Shuster ha iniziato la sua carriera come giocatore della squadra di calcio Spartak Vilnius, ha anche giocato nella Nazionale giovanile di calcio della Repubblica Socialista Sovietica di Lituania ai tempi dell'Unione Sovietica. Poi ha cominciato a studiare medicina, e nel 1971 è emigrato con i genitori in Canada, dove ha ottenuto la cittadinanza canadese. A metà degli anni settanta Schuster ha lavorato presso il Centro di ricerca in medicina per lo studio dell'emicrania a Firenze ed è diventato cittadino italiano, nel 1978 ha lasciato la medicina e ha cominciato a lavorare come giornalista. Era testimone delle ostilità come giornalista e fotografo in Afghanistan, Libano, Palestina, Israele, Nicaragua, Ciad per Newsweek, Der Spiegel, La Repubblica.

Va notato che Shuster stesso una volta in diretta del suo programma «Schuster Live» ha detto che nel 1984 è stato impegnato nella produzione, contrabbando in Afghanistan e distribuzione clandestina a Kabul tra i militari sovietici delle copie falsificate del quotidiano Krasnaya Zvezda (Stella Rossa) edito dal ministero della Difesa sovietico, che conteneva la propaganda antisovietica, contro la guerra e per il ritiro delle truppe dell'URSS. Più tardi è stato accusato di aver collaborato con la CIA. Tuttavia, Schuster ha negato ogni addebito, sottolineando che l'azione è stata organizzata soltanto dai rappresentanti dei mass media radicali italiani. Secondo lui, in realtà non ha mai e in alcun modo contattato la CIA. Inoltre, già nel 1980 Schuster ha partecipato alla distribuzione del numero falso del quotidiano «Pravda», organo del CC del PCUS, stampato dagli immigrati antisovietici, durante le Olimpiadi di Mosca nel 1980.

Alla fine degli anni ottanta, Schuster ha trovato l'impiego alla radio statunitense Radio Liberty, finanziata dal Congresso USA. Nel 1996 si è trasferito a Mosca, ma cinque anni più tardi si è licenziato a causa di un conflitto con il management americano. Dopo aver lasciato la Radio Liberty, ha iniziato a lavorare per il canale televisivo russo NTV. Schuster ha guidato la Direzione dei film documentari di NTV, tuttavia, nel maggio 2005 la direzione è stata liquidata. A partire dall'autunno 2005, Shuster ha cominciato a collaborare attivamente con i mass media ucraini, tuttavia, va notato che nel frattempo non ha ottenuto né la cittadinanza russa, né quella ucraina.

Savik Shuster ha lavorato in Ucraina per più di 10 anni. Nel 2009, insieme ai suoi soci, ha costituito una società denominata «Savik Shuster Studio», il cui progetto di punta era il talk show politico settimanale «Shuster Live», che andava in onda prima sul canale «1+1», di proprietà dell'uomo d'oligarca ucraino Igor Kolomoisky, per poi passare al canale 3S TV, dopo che nel settembre 2015 Schuster è entrato in conflitto con l'amministrazione del canale televisivo «1+1», e, di conseguenza, il talk show «Shuster Live» è stato chiuso. Il giornalista ha dichiarato che nella chiusura del suo programma potrebbe essere stato implicato lo staff della presidenza ucraina.

Intanto, sono venuti fuori i dettagli della persecuzione del giornalista da parte delle autorità fiscali. L'Agenzia delle Entrate dell'Ucraina ha riferito di aver avviato un procedimento penale a carico di Savik Shuster. Secondo l'Agenzia, il giornalista non ha presentato la dichiarazione dei redditi alle autorità fiscali del luogo di residenza e si è sottratto al pagamento dell'imposta sul reddito delle persone fisiche per un importo di circa 73 mila euro. Inoltre, secondo i risultati della verifica della documentazione, è stato constatato che negli anni 2012-2014 l'amministrazione della «Savik Shuster Studio» ha dichiarato l'IVA inferiore a quella reale per un totale di 70 mila euro, ricorrendo alla sottostima del costo dei programmi «Shuster Live».

A quanto pare, Schuster sia diventato veramente «persona non grata» alle élite politiche ucraine, se il Servizio Statale del Collocamento al Lavoro ha annullato il suo permesso di lavoro. Intanto, fonti ben informate non hanno alcun dubbio che Savik Shuster è stato inserito nella lista delle persone indesiderate pronte a essere espulse dall'Ucraina dietro le pressioni di un «funzionario governativo ucraino di alto livello».

Shuster stesso ha subito dichiarato di indire lo sciopero della fame per rivendicare il diritto di lavorare in Ucraina, definendo l'operato delle autorità di Kiev nel campo della libertà di stampa «l'autoconservazione del potere».

Il presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko e il primo ministro Vladimir Groysman si sono affrettati ad intervenire a favore del giornalista caduto in disgrazia, auspicando pubblicamente la risoluzione di un equivoco con Schuster il più presto possibile, con tanto del rinnovo del permesso di lavoro al giornalista. È intervenuta, inoltre, l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), definendo il divieto di esercitare l'attività professionale imposto a Schuster alla stregua di «ostacolo all'esercizio dell'attività giornalistica in Ucraina» e invitando le autorità ucraine a risolvere tempestivamente la situazione.

Pare che proprio l'intervento delle massime cariche dello stato ucraino abbia avuto un effetto. Più tardi, il presidente del Servizio Statale del Collocamento al Lavoro del paese, Sergei Kravchenko, ha comunicato di aver sospeso temporaneamente l'attuazione della decisione del suo dipartimento di Kiev in merito al ritiro del permesso di lavoro del giornalista. Tuttavia, secondo gli esperti, si tratta solo di una vittoria ad interim, il procedimento amministrativo seguirà il suo corso, e non vi è alcuna garanzia che Schuster possa continuare a lavorare nel campo giornalistico ucraino.

Kiev, Ekaterina Rudnik

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