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Unione Europea – UE

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Pubblicazioni del 03/17/17 (Archivio)

Le spese per la difesa mettono a rischio l'esistenza della NATO / Non tutti i paesi sono in grado di finanziare la lotta con un mitico nemico comune
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Le spese per la difesa mettono a rischio l'esistenza della NATO Non tutti i paesi sono in grado di finanziare la lotta con un mitico nemico comune

L'alleanza nordatlantica deve fare i conti con le difficoltà finanziarie. Il fatto è che l'aumento delle spese per la difesa fino al 2% del PIL – requisito che fa parte delle linee guida dell'organizzazione – non è risultato sostenibile per molti paesi dell'Europa dell'Est. Non mancano comunque gli stati che sono pronti a tagliare le spese sociali per la popolazione in nome della lotta alla mitica minaccia impersonata dalla Russia.

Attualmente i membri della NATO contribuiscono in modo differente al suo finanziamento. Più del 2% del PIL a tale scopo lo spendono solo cinque paesi: USA, Grecia, Estonia, Gran Bretagna e Polonia. Di contro le spese militari di una serie di altri paesi non raggiungono l'1% del PIL, fatto che non soddisfa certo chi invece adempie ai propri doveri. Il presidente degli USA Donald Trump in più occasioni ha preteso di livellare le spese per la difesa di tutti i paesi membri dell'alleanza, scrive il giornale «Izvestija».

Molti stati dell'Europa orientale non possono tuttavia permettersi di aumentare i contributi in sostegno della NATO. Le élite politiche della Repubblica ceca e della Slovacchia considerano l'aumento delle spese per gli armamenti un utilizzo inefficace delle risorse nazionali che potrebbe avere effetti negativi sul livello di vita dei cittadini. In quei paesi si sta addirittura valutando di indire un referendum sulla convenienza di far parte della NATO.

Ci sono però anche quegli stati che sono pronti a sacrificare il 2% del PIL per la difesa a scapito del loro stesso sviluppo economico. In particolare, le autorità della Lettonia in nome della lotta contro l'immaginaria «minaccia russa» hanno negato l'aumento degli stipendi agli insegnanti, nonostante le promesse. I medici lettoni sono pronti a scendere in piazza o perfino a emigrare in Scandinavia a causa delle basse retribuzioni. Tuttavia il governo della Lettonia non ha alcuna intenzione di cambiare rotta.

Secondo gli esperti, il problema dell'alleanza sta nel fatto che il principio portante non tiene conto del diverso livello di sviluppo delle economie nazionali. Le difficoltà relative all'aumento delle spese per la difesa riguardano di fatto tutti i paesi membri della NATO. Al contempo la pressione da parte dell'organizzazione potrebbe portare a gravi dissapori tra gli alleati.

Mosca, Zoja Oskolkova

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