Denis, il pronipote del contadino Stepan Karagodin, ha condotto una sua personale ricerca ed ha scoperto chi fosse implicato nella fucilazione di suo nonno nel 1938. I risultati della sua indagine li ha pubblicati su Internet. Dopo un po' di tempo, Denis è rimasto assai stupito quando ha ricevuto una lettera dalla nipote del čekista (membro della ČK, polizia segreta di Lenin-Stalin) implicato nel crimine.

Stepan Karagodin (al centro), fucilato nel corso delle repressioni staliniane
Nella sua lettera Julija Zyrjanova ‒ la nipote dell'agente dell'NKVD (erede della ČK sotto Stalin) Nikolaj Zyrjanov ‒ scrive di provare una gran pena per tutta quella storia.
«Da alcuni giorni non riesco più a dormire, non ci riesco e basta... Mi sono studiata tutti i materiali, tutti i documenti che ho trovato sul suo sito, e non ho fatto che pensare e ripensare, evocare retrospettivamente... Razionalmente lo so di non essere colpevole per quello che era successo allora, ma i sentimenti che provo non si possono esprimere a parole...» ‒ scrive Julija nella sua lettera, alcuni estratti della quale sono stati pubblicati da Denis Karagodin sul suo sito dedicato all'indagine sulla fucilazione di Stepan Karagodin.
Alla sua lettera la nipote del čekista ha allegato una fotografia di suo nonno e anche il suo passaporto e la sua tessera sindacale dell'NKVD. Julija Zyrjanova ha confessato di non sapere niente di quest'attività di suo nonno finché non ha visto la ricerca di Denis.

La tessera sindacale del carnefice della sezione dell'NKVD di Tomsk Nikolaj Zyrjanov
L'autrice della lettera ricorda anche come venne represso suo bisnonno, constatando che nella sua famiglia ci sono stati sia carnefici che vittime. Secondo Julija, le generazioni future non dovrebbero far passare sotto silenzio tali avvenimenti, i quali andrebbero sempre chiamati con il loro nome. «E lo scopo della mia lettera è semplicemente quello di dirvi che adesso sono a conoscenza di una pagina tanto vergognosa della storia della mia famiglia e che mi trovo pienamente dalla vostra parte» ‒ assicura Julija Zyrjanova. La donna ha anche aggiunto di provare molta vergogna per la verità che le si è rivelata e di essere molto dispiaciuta che ormai non ci si possa fare più niente, «tranne che confessarvi la mia appartenenza alla stirpe dei Zyrjanov e pregare per vostro bisnonno in chiesa».
A sua volta Denis Karagodin ha scritto a Julija una lettera di risposta nella quale «le porge una mano di rappacificazione» e le propone di azzerare tutto, sottolineando di non voler diventare per la nipote dell'agente dell'NKVD né un nemico né un offensore. Infine ha ringraziato Julija per il suo gesto.
Tomsk, Zoja Oskolkova
© 2016, «New Day – Italia»