Pubblicazioni del 07/10/15 (Archivio)

Costretta a partorire all'ingresso dell'ospedale poiché le vietano di entrare / Il marito funge da ostetrica
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Costretta a partorire all'ingresso dell'ospedale poiché le vietano di entrare Il marito funge da ostetrica

Uno scandalo clamoroso è scoppiato nella città di Čeljabinsk, dove una donna incinta ha partorito, assistita dal marito nel ruolo di un'ostetrica, in auto davanti alla struttura sanitaria poiché le guardie le hanno chiuso le porte in faccia.

Secondo quanto ha raccontato il coniuge della donna partoriente, quella notte a sua moglie sono iniziate delle contrazioni e loro sono andati in macchina all'ospedale numero 5, con il quale si erano accordati prima, ma all'arrivo la loro auto è stata bloccata dalle guardie dell'ospedale, e la situazione è precipitata.

Mentre il marito stava correndo nell'astanteria, nel tentativo di far ricoverare la moglie, sono iniziate le doglie. Di conseguenza, la donna ha avuto una bambina sana e senza l'aiuto dei medici. Per fortuna, il parto è andato bene, e ora la 30enne donna e sua figlia neonata sono in ospedale e stanno bene. Ora però la posizione della sorveglianza dell'ospedale e del personale medico sono al vaglio degli inquirenti, della procura e dell'amministrazione locale.

I giudici istruttori hanno avviato il controllo in base agli articoli del Codice Penale con ipotesi di reato «negligenza criminosa» e «omissione di soccorso a un paziente». E' stata anche aperta un'inchiesta interna. Le autorità locali hanno le pene esemplari per i responsabili. I deputati locali pure ispezionare l'ospedale numero 5 per effettuare controlli necessari inerenti al caso.

Un simile incidente è accaduto anche a Vladivostok due anni fa, quando un' immigrata clandestina proveniente da Uzbekistan ha partorito all'ingresso dell'ospedale. La donna è entrata in travaglio, ma le è stato vietato il ricovero alla struttura sanitaria a causa della mancanza della polizza di assicurazione medica e dei soldi per il parto a pagamento. Di conseguenza, la neomamma è stata deportata dalla Russia, ma non è stata aperta alcuna inchiesta a suo carico, bensì al primario dell'ospedale è stata fatta una reprimenda.

Čeljabinsk, Zoja Oskolkova

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