Nel 1946, dalla catena di montaggio della fabbrica automobilistica di Gor'kij venne lanciata la prima automobile GAZ-M-20, la cosiddetta «Pobeda» (Vittoria). La macchina si distingueva in maniera sostanziale per qualità e confort dai suoi predecessori, tanto che se ne innamorarono subito anche i capi politici di quel periodo. È degno di nota che pure oggi la Pobeda sia richiesta dai collezionisti, i quali spendono somme da capogiro per rimetterle a nuovo.

La progettazione della GAZ-M-20 era cominciata già nel 1943, e non dopo la Seconda guerra mondiale, come si potrebbe pensare. Del progetto principale della macchina se ne occupò il costruttore sovietico Andrej Lipgard, mentre il designer Veniamin Samojlov ne curò l'aspetto esteriore.

Da notare che inizialmente la macchina volevano chiamarla «Rodina» (Patria), ma in seguito alla celebre battuta di Stalin: «E a quanto sarà venduta la «Patria»?», fu presa la decisione di cambiare il nome.
Lautomobile «Pobeda»
La prima partita di automobili era destinata al trasporto dei passeggeri. Fino al 1956 i tassisti di Mosca utilizzarono esclusivamente la «Pobeda» e la «ZiS-110». Solamente in seguito vennero alla luce altri modelli più semplici. E tuttavia molti autisti continuarono a lavorare con la GAZ-M-20, poiché era una macchina agevole da utilizzare e aveva buone qualità tecniche.

È curioso come si possa affermare con sicurezza che tale automobile è un «ibrido». La Pobeda ha la carrozzeria tipo fastback e un'altezza da terra di 20 cm. Inoltre, essa è stata la prima macchina in URSS con la scocca portante e la prima nel mondo a essere prodotta in serie con una carrozzeria più razionale, che consentiva di allargare al massimo lo spazio interno, rendendo di conseguenza l'abitacolo più capiente.
A suo tempo la Pobeda era considerata una delle automobili più confortevoli. Fino al 1958 dalla catena di montaggio uscirono più di 240 mila esemplari della macchina sovietica, di cui 14 mila cabriolet, le quali allora godevano di particolare popolarità presso le personalità politiche e governative.

A differenza delle altre automobili venute alla luce negli anni Quaranta, la «Pobeda» si distingueva per la maggior qualità degli impianti e per le finiture esterne. Per quanto concerne l'abitacolo, praticamente in tutti i dettagli che si trovavano al suo interno preponderavano i colori avorio e grigio. Nel pannello di controllo c'erano l'indicatore di velocità, l'amperometro, gli indicatori del livello della benzina e della temperatura del motore, le leve delle luci abbaglianti, delle frecce destra e sinistra e un orologio elettrico che si alimentava dalla rete di bordo.

La rifinitura dei sedili con le molle era fatta di tessuti morbidi di lana d'alta qualità. Per il comfort dell'autista il sedile davanti poteva spostarsi longitudinalmente. Le porticine delle prime automobili della serie GAZ-M-20 erano rivestite in similpelle grigia o beige-marroncina.

Dal momento della sua nascita, la macchina si è più volte modernizzata, evolvendosi sempre di più per stare al passo coi tempi e concorrenti straniere. Esistevano anche alcune modificazioni della macchina, prodotte in serie limitate, con lo stantuffo maggiorato e il motore concentrato, con un motore a 6 cilindri e 90 cavalli di potenza, e anche alcune macchine allestite con le carrozzerie tipo «Pick-up», «Sedan», «Furgon», «Stretch» e «Sport».

Al giorno d'oggi la Pobeda è considerata una rarità. Ad alcune aste il suo valore supera il costo di molte macchine di quell'epoca prodotte fuori dall'URSS. Oggi a tale modello sono spesso interessate le star del cinema e della televisione e le personalità politiche e governative. Un esempio per tutti è quello del primo ministro russo Dmitrij Medvedev, il quale possiede una Pobeda bianca del 1948.
Mosca, Ekaterina Rudnik
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