Un'équipe di geofisici ha dimostrato che l'acqua sulla Terra è comparsa in seguito a delle reazioni chimiche nelle sue viscere, e non è stata portata sul pianeta da asteroidi o meteoriti. Per questo gli scienziati hanno creato un modello delle condizioni caratteristiche delle viscere del nostro pianeta.
In particolare i geofisici hanno creato una temperatura di circa 1.400 gradi Celsius e una pressione 20 mila volta maggiore di quella che c'è sulla superficie del pianeta. In quelle condizioni il silice contenuto nel mantello terrestre entra in reazione chimica con l'idrogeno, provocando la formazione di acqua e di idruro di silicio.
I geofisici hanno spiegato che reazioni di questo tipo possono avvenire tra i 40 e i 400 km di profondità dalla superficie del pianeta. È risultato che tale interazione può provocare un accumulo d'acqua all'interno delle rocce minerali, e non sulla loro superficie, e l'aumento della pressione fino a 200 mila atmosfere. In particolare, l'ultima reazione, quando il liquido fuoriesce dalla massa rocciosa, può provocare terremoti profondi.
Gli scienziati sperano in seguito di riuscire a chiarire se il fenomeno da loro descritto è caratteristico per tutta la superficie del mantello del pianeta o se si tratta di una formazione locale. In quest'ultimo caso vorrebbe dire che l'acqua sul pianeta è stata in fin dei conti portata dagli asteroidi o dalle comete.
Mosca, Zoja Oskolkova
© 2017, «New Day – Italia»