Pubblicazioni del 07/26/16 (Archivio)

Negli Urali la polizia ha iniziato la caccia ai ciclisti / Gli amanti delle due ruote vengono multati per infrazione del codice della strada
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Negli Urali la polizia ha iniziato la caccia ai ciclisti Gli amanti delle due ruote vengono multati per infrazione del codice della strada

A Ekaterinburg, il capoluogo degli Urali, gli agenti stradali hanno cominciato a fermare e multare i ciclisti. Tuttavia, le infrazioni per le quali gli agenti della polizia stradale infliggono le sanzioni fanno un po' discutere. Nel Codice della strada non è tutto così univoco.

A ordinare di mostrare severità nei confronti dei ciclisti è stato lo stesso capo della polizia di Ekaterinburg, Jurij Demin. Con la conseguenza che i vigili ci hanno messo così tanto zelo da attirarsi sul loro conto l'ira degli utenti dei social network, i quali pubblicano a tutto andare commenti non proprio gentili sui tutori dell'ordine.

Del resto, i poliziotti hanno poco da essere accusati, dato che il motivo dell'irrigidimento dei controlli è stata la ben triste statistica dei sempre più frequenti casi in cui i ciclisti ignorano le regole: dall'inizio dell'anno, nella sola Ekaterinburg ci sono stati 34 incidenti, 4 dei quali finiti con esito letale. In un solo fine settimana, gli agenti hanno multato quasi 40 ciclisti.

La polizia stradale fa appelli ai ciclisti di attenersi sempre alle regole del Codice della strada. E, dunque, chiunque contravvenga le regole può essere multato. Nello specifico, un ciclista può essere punito se:

va su un mezzo di trasporto in cattivo stato (non bisogna togliere i freni perché è più uno sballo...);

non ha accesi, quando c'è buio, i fari e i faretti posteriori e, quando c'è luce, gli anabbaglianti e le luci diurne;

trasporta passeggeri quando questo non è previsto dalla struttura del mezzo di trasporto (i bambini fino a 7 anni li si può trasportare solo con le cinture allacciate, negli appositi seggiolini);

attraversa la strada sulle strisce pedonali con la bicicletta (il divieto è stato introdotto non a caso: il ciclista va molto veloce e, imboccando le strisce, non lascia il tempo all'autista di fare un'eventuale manovra per evitare un incidente);

svolta a sinistra e fa un'inversione a U sulle strade che hanno più di una corsia in quella direzione (vale a dire che la svolta a sinistra in città è vietata ai ciclisti praticamente in tutte le grandi strade);

va in stato di ubriachezza.

D'altra parte, gli stessi poliziotti riconoscono che più frequentemente multano i ciclisti perché attraversano la strada senza smontare dalla bici o perché vanno sui marciapiedi. Secondo il codice vigente, per i ciclisti non ci sono differenze di multe a seconda del tipo di infrazione. In via di principio, è prevista una sola pena pecuniaria per tutti: 11 € all'erario ed è finita lì. In casi rari, quando la condotta del ciclista causa dei danni alla salute dei pedoni, può prendere una multa leggermente più salata: 14 €.

Purtroppo, tutte le multe inflitte bisogna pagarle. Il mancato pagamento di una sanzione amministrativa entro i 60 giorni fissati per legge può infatti portare a spiacevoli conseguenze: per una multa non pagata in tempo ne viene inflitta un'altra d'importo doppio rispetto alla prima, si viene mandati a svolgere lavori socialmente utili oppure si viene arrestati per 15 giorni.

La polizia consiglia inoltre a tutti i ciclisti di avere sempre con sé un documento d'identità. Perché se quando vi ferma un agente per assegnarvi una multa risultate senza documenti, le due ore successive le passerete di sicuro in una stazione di polizia per l'accertamento dell'identità.

Ekaterinburg, Zoja Oskolkova

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